Recensione a “Odore di bimbo. La storia di Chiara”, di Giovanna Albi

copCaro Visitatore,

oggi vado a presentarti Odore di bimbo. La storia di Chiara, un libro poliedrico e ricchissimo, che mi ha fatto scoprire il talento di Giovanna Albi.

Chi è l’autrice?

Giovanna Albi nasce a Teramo. Laureata in lettere classiche e in Filosofia, insegna latino e greco e collabora con l’università di Perugia. Ha seguito un tirocinio psicoanalitico lacaniano di sette anni. Nel 2010 pubblica Splenderò nell’ombra, un diario autobiografico di grande successo, selezionato per partecipare al London Book Fair 2011. Sempre nel 2011 ha pubblicato L’avventura di Santiago. Puoi conoscerla e saperne di più, ascoltando l’intervista che ha rilasciato a Radiovortice.it

Dove puoi trovare il libro?

Puoi trovarlo a questo link.

La mia recensione:

Quel libro che ti lascia come ti trovò non è un libro.

Inizio da questa frase, tratta dallo stesso Profumo di Bimbo, vita di Chiara, per descrivere lo splendido testo di Giovanna Albi, una piccola perla che si situa agli alti livelli del panorama culturale italiano.

Non lasciatevi ingannare dal titolo: non si parla di bambini e non è una semplice storia di vita.
E’ difficile descrivere il genere di questo testo, quindi mi appello alla definizione della scrittrice che lo definisce Romanzo di formazione.

La difficoltà nella definizione è insita nella ricchezza del testo stesso: un piccolo libro, che contiene tanti generi e tante metafore diverse; è la storia di un giovane avvocato e dei suoi viaggi mentali, è un testo sui classici greci, sulla letteratura italiana, con particolare attenzione alle figure di Leopardi e Manzoni, analizzati sotto una luce completamente diversa (chi avrebbe mai detto che il Manzoni fosse un maniaco ossessivo? 😉 ), è un saggio di critica alla psicoanalisi, e al lavoro scolastico attuale, troppo poco abituato a far riflettere gli studenti, ancorato solo alla grette nozioni dei libri di testo.

E’ in sintesi un testo capace di aprire la mente e far riflettere su le tematiche più varie, approfondendo la propria cultura.

Non è un libro per tutti, chiariamolo subito: serve una base culturale di un certo livello, e una buona comprensione linguistica. Se mancano questi due requisiti, il libro apparirà ostico e di difficile comprensione: è un limite però che stimola il lettore all’auto-miglioramento e all’approfondimento, è fonte di crescita e modificazione profonda di sé stessi.

Ho scoperto, intervistando Giovanna, che questo piccolo capolavoro ha visto la luce in soli quattordici giorni. E’ pressappoco il tempo che ho impiegato io per leggerlo, perché ogni capitolo mi apriva una finestra riflessiva, impedendomi di andare subito al capitolo successivo.

E’ un testo che richiama la letteratura greca: come le poesie di Tirteo, ogni capitolo richiama una metafora o una filosofia specifica, è dunque una piccola bibbia di messaggi e insegnamenti diversi.

Io sono convinto che per la sua pregevolezza, per le capacità linguistiche di Giovanna Albi, per gli insegnamenti e per la spinta di accrescimento culturale che provoca, questo testo non possa e non debba mancare nelle librerie di chi vuole definirsi scrittore.

Buona lettura,
ne vale davvero la pena.

GGB

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