La mia radiointervista a Ivonne Boscaino, autrice di “Un segreto di famiglia”

Ivonne Boscaino

Caro Visitatore,

tanti auguri di Buon Natale!

E continuiamo questa settimana natalizia con il nostro secondo appuntamento, volto a presentare un’altra bravissima autrice che ha aderito con entusiasmo a questo progetto promozionale.

Il nostro regalo per te si chiama Ivonne Boscaino, autrice di Un segreto di Famiglia, un romanzo che ha come tema centrale l’amore, visto in tutte le sue sfumature (amore genitoriale, amore etero, amore omosessuale).

E’ stato un vero piacere intervistare Ivonne su temi da non dimenticare e scoprire questo testo, che ha tante importanti tematiche da comunicare. Abbiamo anche parlato con lei di promozione e dei suoi interessantissimi progetti editoriali futuri 🙂

E’ sicuramente un romanzo da tenere in libreria, di un’autrice che per la sua schiettezza, simpatia e per le tematiche che comunica, è un piacere avere tra le amicizie di facebook.

Augurando a Ivonne, a te Visitatore, e alle vostre famiglie un felice Natale, vi lascio alla nostra seconda splendida intervista.

Buon Natale!

GGB

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2 thoughts on “La mia radiointervista a Ivonne Boscaino, autrice di “Un segreto di famiglia”

  1. Carissima Trisha due,( Trisha è la preside della scuola del telefilm Matilda sei mitica che bistratta gli alunni, ci assomiglia anche in viso, le manca solo il martello che viene usato anche come sport olimpico se non erro, la preside invece di usare il martello e tirarlo usa gli alunni).
    Lei sarà una grandissima insegnante (forse) ma ho notato che il modo in cui lei chiama i suoi alunni (studentelli – ecc) denota una probabile antipatia. Vedo che anche lei ha grossi problemi nella scrittura, da, notare che una emozione non si traduce (non è una lingua) ma si esterna.
    Ovviamente ho già letto il suo libro, non mi attira il genere, questione di gusti. .
    cordiali saluti

    • Caro Paolo,
      Purtroppo non ho più l’età per guardare certi film il che, in parte mi dispiace, ma non ho idea di chi sia questa Trisha. Mi informerò.
      Comunque, pare che l’unica colpa del mio libro sia quella di non incontrare i suoi gusti.
      Deo gratias!
      Come sarebbe noioso il mondo se tutti la pensassimo allo stesso modo.
      Quanto al modo in cui appello i miei studenti devo aprire una parentesi. Faccio la docente volontaria all’Università della Terza Età da ormai sei anni. Si tratta di una iniziativa pregevole perché questa associazione permette a persone che nel passato non hanno potuto, per problemi economici o sociali, completare un percorso di studi superiore. Il tutto per una cifra molto modica.
      Gli studenti che ho davanti sono spesso avanti con gli anni, la maggior parte più anziani dei miei genitori. È difficile guidare una classe con studenti così grandi. E se chiamarli studentelli mentre loro dicono che sono la loro maestrina serve a rendere la gestione della classe più semplice, non è mancanza di rispetto. È un espediente!
      Cordialmente
      Ivonne

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