Pagina 69: un modo originale per farsi conoscere

maschera

Caro Visitatore,

nel weekend mi è arrivata una proposta particolare e interessante che condivido con te.

Ringrazio innanzitutto Elisa Vangelisti, autrice de Il ragno e l’iguana, per avermela segnalata.

Su questo sito ho trovato la proposta di condividere la pagina 69 del mio libro. Perché proprio la numero 69?

La teoria alla base è quella di Marshall Mcluhan (1911-1980), secondo il quale per conoscere la pregevolezza di un libro, basta leggerne la pagina 69. 😀

Il sito dava la possibilità di inviare la propria pagina attraverso un format. L’idea era talmente particolare che ho aderito con estremo piacere.

Oggi mi è arrivata una mail di risposta che mi segnalava l’inserimento della pagina sul sito (clicca per vedere) e che mi chiedeva di aggiungere il blog ai siti amici (cosa che ho fatto con molto piacere) .

Perché ho ritenuto positivo condividere proprio la pagina 69?
In primis perché è una pagina che non compare in nessuna anteprima, e poi … sono curioso di vedere se funziona. (in più è pur sempre una citazione che si aggiunge alle varie che spuntano dai motori di ricerca :D)

Perciò ti propongo di postare sul blog sopramenzionato e qui sotto come commento la tua pagina 69.

Così avrai una po’ di pubblicità del tuo libro anche sul mio blog,

In più potrò  testare da lettore quanto può attrarre la pagina 69 (e io sono un lettore mooolto accanito! :D)

Chissà che non trovi anche nuovi libri da presentare sul mio programma radiofonico Crisalide 😉

Buona promozione! 😀

GGB

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9 thoughts on “Pagina 69: un modo originale per farsi conoscere

  1. La pagina 69 de “La culla di Giuda”, di Alessandro Vizzino

    L’ultima affermazione della Consorti non celò un tono di biasimo.
    ‹‹ Lo farà entro breve.››
    ‹‹ Quando?››
    ‹‹ Presto. L’avvertirò io.››
    ‹‹ Cosa leggerò?››
    ‹‹ Molto più di quanto possa immaginare.››
    ‹‹ Tutto ciò che è in suo possesso?››
    ‹‹ Una buona parte, quello che può essere divulgato.››
    ‹‹ Ottimo lavoro, Valentino. Non ho mai diffidato delle sue capacità. Pensa sia il caso d’incontrarci, c’è altro che mi deve raccontare?››
    ‹‹ Al momento no, basterà l’articolo del Corriere. E di sicuro non mi fermerò qui, c’è ancora tanto lavoro da fare.››
    ‹‹ E lei lo farà nel migliore dei modi, ne sono certa.››
    ‹‹ La ringrazio della fiducia, spero sia meritata.››
    ‹‹ Lo è, stia tranquillo.››
    ‹‹ Di nuovo grazie. Le auguro una buona giornata.››
    ‹‹ Altrettanto a lei. A proposito, Valentino, che ne dice di iniziare a darci del tu?››
    ‹‹ D’accordo, come desidera… ehm, desideri.››
    ‹‹ Splendido. Confido che tu stia ancora valutando la mia proposta di… approfondimento della conoscenza reciproca, diciamo così. Oppure no?››
    Valentino indugiò a replicare, non sapendo cosa dire, se la verità o una conveniente bugia. Alla fine optò per la seconda ipotesi.
    ‹‹ Lo sto facendo›› dichiarò.
    ‹‹ Fantastico! Allora non impiegare molto altro tempo a decidere…››
    ‹‹ Ti contatterò appena avrò novità sul caso.››
    ‹‹ O il pene eretto…››

  2. La pagina 69 di SIN, di Alessandro Vizzino

    ‹‹ E io, invece, te lo dico. Va bene? Se lo sei, non è colpa mia. A limite fortuna, ma non colpa.››
    ‹‹ Va bene, come vuoi tu. Incasso e porto a casa con piacere, allora.››
    ‹‹ Ti amo, Tim.››
    ‹‹ Anch’io ti amo, tesoro.››
    ‹‹ Ok, dai. Altrimenti fai tardi. Volevo soltanto dirti che pensavo di venire da te.››
    ‹‹ Sul serio? Finalmente! È fantastico! Quando? Sei già in viaggio, vero? Dimmi di sì, forza!››
    ‹‹ No, Tim. Domattina ho un ultimo lavoretto da sbrigare. Ma appena finisco, prendo il primo volo per New York. Se per te va bene, è chiaro.››
    ‹‹ Mi stai dicendo, se ho capito correttamente, che arrivi domani di sicuro. Ma non sai ancora a che ora. Giusto?››
    ‹‹ Giustissimo. A ogni modo, non credo di arrivare da te oltre la tarda mattinata. Forse anche parecchio prima. Ma ora come ora non so essere più dettagliata, Tim. Se la cosa ti crea difficoltà, dimmelo senza alcuna remora. Tranquillo.››
    ‹‹ Scherzi? Domani è sabato. Poi ci sarà vigilia e Natale. Avevo un po’ di cose da fare, ma chi se ne frega. Le rimando a mercoledì, ok? Ti fermi fino a martedì, no?››
    ‹‹ Sì, certo. Con piacere.››
    ‹‹ Allora è andata, amore mio. Ti aspetto domani. Mi dirai a che ora atterri appena lo saprai. Nessun problema. E ci passiamo Natale e quattro giorni indimenticabili insieme. Come sempre con te, d’altra parte. Ho già un posto dove portarti, un’idea che mi è venuta da un po’.››
    ‹‹ Non farmi morire, Tim, che sennò domani non arriva in fretta. Ora però vai. Ci sentiamo stasera, stanotte, domattina. Appena saprò qualcosa di più preciso, insomma. Ma adesso non fare tardi.››
    ‹‹ Sì, hai ragione. Devo scappare. Mi hai fatto felice, amore mio. Non me l’aspettavo. Quello che manca di oggi, ormai passerà in un lampo. Col pensiero di te.››
    ‹‹ Sei dolcissimo.››

    • Susanne Buscarini
      19 dicembre 2012, ore 13:43

      La pagina 69 di Con il senso sel Cielo Susanne Buscarini

      Mi sfiorò il cuore e mi diede una carezza,ancora una volta potei assaporare tutto il calore.
      Mi svegliai all’improvviso: ero sudata, il cuore alla gola e il respiro più affanoso che mai,
      guardai l’ora erano le 3:15 del mattino.
      Avevo fatto un brutto sogno,ero seduta davanti ad una tazzina di caffè e mi chiedevo com’è morire.
      E’ come spegnere l’interruttoredella luce?Come bere un caffè? Cosa si prova quando si muore?
      Improvvisamente un gran senso di paura,mi svagliai.
      Volevo svegliare mio marito,sapevo che era un sognopremonitore.
      Ma cosa potevo dirgli?
      Caro, ho fatto un sogno,sto per morire! Quindi interrompiamo ogni nostro progetto,niente casa, niente di niente.
      Assurdo solo pensarlo.
      Mi voltai,accanto al mio letto c’era mio figlio e a quel punto pregai perchè mi fosse data la possibilità di vederlo crescere.
      I miei figli, l’unica cosa bella che la vita mi aveva donato.
      Con gran fatica mi riaddormentai, mio malgrado il sogno continuò precisamente da dove l’avevo lasciato: Seduta davanti a una tazzina di caffè mi chiedevo cos’è morire? Cosa si prova?
      Mi assalì un’ agghiacciante paura.

  3. Anche io voglio partecipare! 🙂
    La pagina 69 di Figlie del Male di Rosanna Fiorino

    <<CHIARA DORIANI
    1966-1991

    Due cose erano sconvolgenti: la prima era il fatto che la foto della ragazza riproducesse senza alcun dubbio le fattezze della persona che la sera prima le aveva indicato proprio il cimitero come soluzione. Chiara, appunto.
    Inoltre, il cognome della ragazza era lo stesso di Berenice. Poteva essere solo una coincidenza, certo, ma Berenice aveva la netta sensazione che vi fosse qualcosa di più.
    Sembrava un messaggio cifrato, un altro pezzo di un enigma che lei si sentiva incapace di risolvere. O almeno non era in grado di farlo da sola.
    A quel punto Berenice ringraziò il ragazzo che l’aveva aiutata e si allontanò in fretta dal cimitero.
    Percorse un lungo tratto di strada, barcollando come se fosse ubriaca. Poi scorse un bar ed entrò nel locale.
    Prese un caffè corretto con liquore e lo mandò giù a sorsi piccolissimi, per far sì che durasse più a lungo. Poi cedette ad una tentazione che le era venuta già appena era entrata. Aveva osservato con attenzione la donna che le aveva servito il caffè e le era sembrata un tipetto abbastanza pettegolo.
    Così provò a porle la domanda che aveva sulla punta della lingua a che non riusciva più a trattenere…>>

  4. “Il sentiero che conduce a casa” di Manuel Pomaro
    CAPITOLO 13

    – Presto vieni a ripararti in casa!- Gli urlò Lara.
    Il cielo in lontananza era di un blu scuro che faceva paura e soffiava un forte vento che presto si sarebbe trasformato in uragano. Ma John voleva mettere in salvo più cose possibili prima dell’arrivo dell’uragano e doveva farlo tutto da solo dato che i suoi genitori erano fuori città ed essendo domenica non c’erano neanche i contadini al lavoro.
    Alcune nuvole avevano fatto ingrigire il cielo sopra la sua testa, iniziavano a cadere alcune gocce e si udiva qualche tuono qua e là. John decise che aveva messo in salvo il più possibile e corse verso Lara che gli teneva la porta aperta.
    Si chiusero in casa dei Thompson e anche se Lara abitava a pochi metri di distanza, preferì rimanere vicino a John. Fuori il tempo peggiorava sempre di più, così si diressero verso lo scantinato che era considerato il posto più sicuro in caso di uragani o tornado, da cui la Louisiana era spesso colpita.
    Si accucciarono in un angolo e aspettarono che passasse la forza distruttiva dell’uragano tenendosi forte l’uno all’altra. Non ci volle molto perché fossero colpiti; fortunatamente l’occhio del ciclone era a molti chilometri di distanza. Tutto ciò che sentirono rimanendo riparati nello scantinato era il forte vento che attraversava le fessure e che portava via qualche oggetto all’esterno e la pioggia che cadeva con forza.
    Quando tornò la calma, John e Lara uscirono in giardino per costatare i danni e videro che la casa aveva solo bisogno di qualche riparazione, ma l’intero raccolto era andato perduto.
    John si accasciò per terra per la disperazione e Lara si avvicinò a lui, mettendogli una mano sulla spalla per fargli capire che gli sarebbe stata vicino.

  5. Mi avete incuriosito ed ecco la pagina 69 del mio ultimo romanzo Patto con il Vampiro… e chissà che non trovi davvero qualcuno da intervistare per il tuo programma radiofonico.

    Patto con il Vampiro di Tiziana Cazziero : pagina 69

    l’iniziazione avesse seguito. Si diceva che chiunque avesse
    avuto i benefici di quell’essere sarebbe riuscito a sconfiggere
    l’altro nemico. Le streghe bianche rimasero spettatrici finché
    poterono, ma quando la loro estinzione fu tangibile, si unirono
    tutte e lanciarono un forte incantesimo su quella creatura,
    imposero alla sua parte buona e soprattutto a quella umana di
    offuscare la sua mente, di nasconderla al mondo magico, di
    coprire il suo odore e di lasciarla nell’oscurità, ossia nella
    menzogna, nel non sapere, nell’ignorare tutto ciò che lei
    rappresenta.»
    Sonia iniziò a comprendere come si fosse svolta la vicenda
    quella notte.
    La notte della sua iniziazione scoprirono che lei era la strega
    per metà bianca e per metà nera; il suo potere sarebbe stato
    devastante se non trattato in modo adeguato. Se avesse scelto
    l’occulto, se le streghe nere fossero riuscite a plagiare la sua
    anima, il potere che racchiudeva dentro di sé sarebbe divenuto
    oscuro e maligno. Non ci sarebbe stata nessuna speranza né per
    le streghe bianche, né per gli stessi vampiri. La stessa umanità
    sarebbe andata perduta. Doveva rimanere occultato, soprattutto
    perché le streghe nere erano molto più forti delle loro
    avversarie bianche e dei vampiri.
    «Si dovette decidere in fretta, così le grandi streghe bianche
    fecero un patto con il vampiro che quella notte avrebbe dovuto
    ucciderti. Avevano deciso che solo la tua morte avrebbe
    riequilibrato le sorti degli uni e degli altri, ma quando fu il
    momento, ti venne risparmiata la vita. Le streghe bianche non
    avrebbero mai potuto permettere che tu morissi, eri una di loro
    e la sacra indole che possedevano vietava categoricamente che
    ti fosse fatto del male. Il vampiro accettò il patto che vedeva
    anche la loro stirpe risparmiata e inoltre gli fu affidato il ….

    Grazie per l’incipit da leggere gratuitamente e scoprirne in parte la trama vi invito a leggere il mio blog:
    http://pattoconilvampiro.blogspot.it/

    Tiziana

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